Ai catanesi andare a passeggio piace, e basta fermarsi qualche ora a Catania per accorgersene, nonostante l’uso smodato e la media notevolmente alta di automobili per abitante e l’apparente riluttanza a parcheggiare troppo lontano dalla meta.

Ai catanesi, dicevamo, piace godersi la città a piedi, e siccome un’altra grande passione qui è il cibo, non vi è isolato o incrocio che non veda campeggiare l’insegna di un bar, di una tavola calda, di una gastronomia.

Eccoci dunque a una grande hit, tra gli argomenti cari a chi viaggia. Se siete di quelli che un viaggio non è viaggio se non si torna a casa con due chili di delizie locali srotolate lungo il corpo, Catania, statene certi, vi darà lussuriosa soddisfazione.

Cominciate da un classico, e provate la tavola calda.

Andate da Savia, fatevi mettere in carta qualche pezzo, poi attraversate la strada, varcate il cancello del Giardino Bellini, trovate una panchina e pranzate insieme a tanti catanesi nella loro amata Villa.

Se l’arancino regna sovrano, è anche vero che si circonda di una corte niente male.

Una cosa che non troverete da nessun’altra parte nel mondo è la cipollina. Un fagottino di sfoglia salata, ripieno di cipolla stufata, pomodoro, mozzarella e, in certi casi, prosciutto cotto. La preferiamo senza, in versione originale e vegetariana di default.

A proposito di vegetariani lo strutto è ovunque, annidato nella tavola calda e nei pezzi da colazione. Siete avvisati, ma se il vostro cuore non duole quando l’occhio non vede, chiudetelo, aprite la bocca e addentate uno di quei pezzi bollenti.

Un consiglio che vale per tutti è quello di chiedere sempre se i pezzi sono appena sfornati, e se la risposta è positiva, aspettate un paio di minuti prima di mordere, pena un’ustione.

Volete osare e provare un cibo da strada catanese che più catanese non si può?

Non strabuzzate gli occhi e valutate le polpette di cavallo, irrorate di salmoriglio, ovvero olio, aceto, origano e sale, magari schiacciate dentro a un panino, rigorosamente di semola.

Menzione d’onore per la preparazione va al Dusmet, sull’omonima via, dove Riccardo vanta un’area cucina e griglia attrezzata a norma, a vista e non su strada come capita in altri casi, per la felicità dei residenti e del decoro urbano.

Lo trovate a pochi passi dal nostro deposito bagagli, in pieno centro storico e di fronte al porto, è spartano, frequentato da gente del posto, molto tipico e per nulla turistico: perfetto per un pranzo veloce durante la vostra visita a Catania.

Altrimenti, consultate questa valida lista.

Meno tradizionale nella forma ma localissimo nella materia prima, è una versione sicula del fish and chips. Provate una frittura mista, di paranza o calamari e seppioline, o gli arancinetti al nero di seppia da Scirocco Sicilian Fish Lab, proprio dietro la pescheria. Vi serviranno un cartoccio, un bicchiere di vino o una gassosa e potrete gustarli al banco o dietro l’angolo, sulle scale intorno all’Elefante, in piazza Duomo.

Il primo vassoio di street food catanese è pieno, avete da mangiare per almeno per tre giorni e vi preghiamo di non consumare tutto in una volta. Datevi almeno mezza giornata di tempo per smaltire una cosa e passare all’altra. Se non resistete, sappiate che dopo la scorpacciata full-immersion non vi resterà che accasciarvi a letto, su una panchina o in spiaggia – non in acqua, per l’amor del cielo – per qualche ora e trastullarvi nell’ozio digestivo, attività del resto genuinamente catanese.

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